Career: Odontoiatra
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Lo sbiancamento dentale è un trattamento estetico che si esegue sui denti vitali e serve per trattare le discromie (cambiamenti di colore dei denti)

che si possono verificare nel corso della vita tramite l’assunzione di sostanze coloranti, erosione o abrasione dentali e fumo. È una procedura che negli ultimi anni si è diffusa moltissimo e che si può eseguire, previo consulto dell’igienista dentale e dell’odontoiatra, su ogni paziente senza particolari controindicazioni.

Si propone di migliorare l’estetica e la percezione di se stessi, poiché un sorriso “più bianco” è una delle caratteristiche più desiderate nella società moderna.

Sono disponibili due tecniche, una  ambulatoriale e una domiciliare.

Nel primo caso, il trattamento viene eseguito in studio in una o due sedute ravvicinate tra loro. Si posiziona un apribocca che serve per scostare la mucosa delle guance e delle labbra, si isolano le gengive tramite una diga liquida per proteggerle e, infine, si applica l’agente sbiancante (perossido di idrogeno al 37%-40%) esclusivamente sui denti, lasciandolo agire fino al termine del trattamento. L’azione è potenziata tramite l’utilizzo di una lampada a led che catalizza la reazione tra perossido e smalto dentale. Il risultato è immediatamente visibile.

Lo sbiancamento domiciliare si può effettuare a casa grazie all’uso di due mascherine morbide personalizzate, che vengono realizzate sulla forma delle arcate dentarie. Dopo averle parzialmente riempite con il gel sbiancante (che ha una concentrazione molto ridotta rispetto a quello per uso professionale), si posizionano sui denti ogni giorno per circa due (il tempo necessario all’esaurimento della azione sbiancante del gel).

Può durare da una a tre settimane, secondo le indicazioni dell’igienista dentale, e il risultato definitivo si raggiunge alla fine del trattamento.

Si fanno delle foto prima e dopo lo sbiancamento, in modo da avere una consapevolezza visiva del cambiamento di colore del dente, sia nei casi ambulatoriali, che in quelli domiciliari.

Il perossido agisce sui denti tramite una reazione di ossidazione, penetrando all’interno dello smalto e schiarendolo di diverse tonalità. L’ azione dell’ agente sbiancante sullo smalto dura 72 ore e, per non interferire con la reazione stessa, nei tre giorni successivi bisogna fare attenzione a non mangiare o bere sostanze coloranti o acide.

Il tipo di trattamento (se professionale, domiciliare o entrambi) è sempre indicato dall’igienista dentale o dall’odontoiatra e, per quanto non comporti particolari rischi o controindicazioni, esistono alcune condizioni cliniche che possono renderlo sconsigliabile. Per esempio in pazienti che soffrono di un forte reflusso acido, oppure in casi di elevata sensibilità dentale agli stimoli termici non è sempre possibile effettuare lo sbiancamento, per il rischio concreto di aggravare la situazione.

 


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