Career: Odontoiatra
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L’uso di strumenti digitali anche in odontoiatria si è ampiamente diffuso negli ultimi anni.

Queste metodiche ci aiutano ad ottenere un elevato livello di precisione e ad avere un flusso di lavoro costantemente sotto controllo. Nella protesi tradizionale ed in quella su impianti, fino a poco tempo fa, il trasferimento delle informazioni dal paziente al laboratorio odontotecnico (impronte dei denti) poteva essere effettuato solo in modo analogico, cioè prendendo delle impronte con una pasta da applicare sui denti. Oggi gli scanner intraorali hanno raggiunto un livello di precisione ed affidabilità che ci consente di utilizzarli con ottimi risultati, chiudendo il cerchio del flusso di lavoro digitale!

Si riducono sensibilmente i tempi di lavorazione, perché con un unico passaggio si ottiene un file dal quale è possibile realizzare direttamente la protesi provvisoria e definitiva, invece che prendere una impronta tradizionale, colare il modello e scannerizzarlo. Ciò comporta una riduzione del numero dei passaggi, una minore perdita di precisione ed un risultato finale estremamente soddisfacente.

È una tecnica che permette di ottenere risultati che non sono condizionati dalle caratteristiche del materiale usato per l’impronta, come formazione di bolle d’aria, distorsioni, imprecisioni dovute al mancato o incompleto scorrimento del materiale, etc.

Si elimina anche il disagio che molti pazienti accusano quando si prendono le impronte, perché lo scanner è molto più piccolo di un portaimpronte tradizionale (foto 1).

Come tutti le procedure, anche l’impronta digitale presenta alcune limitazioni:

  • lo scanner intraorale legge, oppure no; non esistono vie di mezzo;
  • si possono verificare condizioni nelle quali, trattandosi di una telecamera che deve riprendere una immagine, può risultare molto difficile “leggere” parti nascoste o di difficile accesso;
  • riprendendo immagini che devono essere sovrapposte in zone “riconosciute” dallo scanner, si possono avere difficoltà in aree che non hanno punti di repere ben riconoscibili, come nelle parti prive di denti.

È una metodica che affianca le tecniche tradizionali di rilievo delle impronte dentali e che, in molti casi, può dare ottimi risultati, riducendo notevolmente il disagio per il paziente e dando, in tempi ridotti, risultati di grande precisione.


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